L'aerografo ha giocato un ruolo importante nello sviluppo dell'arte del XX secolo: le immagini che ha prodotto per i manifesti, le campagne pubblicitarie, i libri, le riviste, le copertine dei dischi e i cartoni animati fanno ormai parte della vita di tutti i giorni, anche se raramente vengono riconosciute come aerografie.
Inventato nel 1893 dall'acquarellista Charles Burdick, che voleva un mezzo più veloce ed efficiente per applicare il colore a una
superficie, l'aerografo è uno strumento delicato con prestazioni attentamente calibrate. Fisicamente sembra più una penna stilografica che un pennello, ma la fluidità del colore che stende e il suo potere coprente sono quelli di uno strumento per dipingere. Impugnato come si deve, riesce a tracciare linee sottili come quelle di una matita affilata. L'efficacia dipende comunque soltanto dalla padronanza del controllo di base e dei semplici sistemi di mascheratura. Nessun'altra tecnica è in grado di riprodurre quell'effetto di lucentezza e di morbidezza quasi sfocata. Solo l'aerografo sa creare quel colore, quella tonalità, quella grana.

 

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