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La sabbiatura
viene impiegata molto frequentemente sia per pulire i pezzi che per ottenere
determinate finiture o per preparare superfici metalliche alla successiva
verniciatura o all'incollaggio. Fondamentalmente la sabbiatura consiste
nel bombardare una miriade di particelle di
piccole dimensioni, trasportate da un getto di aria compressa, una superficie
metallica. Di norma la sabbiatura viene effettuata all'interno di apposite
cabine, nelle quali le mani dell'operatore possono penetrare liberamente
grazie ad appositi manicotti con guanti terminali incorporati, munite di
portello di carico e di ampia finestra in vetro speciale. La cabina di sabbiatura
viene alimentata da un compressore. I granuli vengono prodotti, per le diversi
esigenze specifiche, in svariati materiali, in differenti dimensioni e con
geometrie di vario tipo. Le particelle d'acciaio, di forma sferica (0,3
e 0,8 mm), vengono impiegate principalmente su materiali duri, ma talvolta
anche su materiali di minore durezza per ottenere finiture con notevoli
"impronte". Di norma non si ha asportazione di materiale dalle superfici
investite dalle particelle, ma solo una ricalcatura.
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| Semialberi
a gomito; quello di sinistra pulito mediante sabbiatura con
microsfere di vetro. |
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Le particelle d'acciaio possono essere costituite anche da cilindretti e
in questo caso la sabbiatura fornisce una rugosità più "angolare"; gli spigoli
non sono molto vivi ma le microimpronte sono comunque più incise e nette
di quelle che si ottengono con le sfere. I granuli di vetro sono sempre
di forma sferica. Il loro peso specifico più basso fa sì che l'energia d'impatto
sia minore rispetto ai granuli più pesanti, come quelli d'acciaio. Inoltre
mano a mano che si procede con la sabbiatura, si verifica una certa frantumazione
di queste sferule, che rende la rugosità della superficie via via meno "morbida".
Utilizzando granuli di questo tipo è possibile ottenere superfici molto
"brillanti". Come le sferule di acciaio anche quelle di vetro si possono
impiegare praticamente su tutti i materiali. I granuli di plastica sono
di norma di tipo angoloso, hanno un diametro di qualche decimo di millimetro,
un peso specifico molto basso e una durezza assai ridotta.
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| Coperchio
laterale di un vecchio Corsaro Morini che era in condizioni
disastrose. Questo il risultato ottenuto ricorrendo a sabbiatura
con corindone e con ceramica. |
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Sono indicati
per la pulizia di particolari delicati e grazie ad essi è possibile ottenere
una finitura "finissima", asportare microbave, leggere tracce di ossido
ecc. naturalmente non vi è nessuna asportazione di materiale. I corindoni
sono durissimi ossidi di alluminio ottenibili, per la sabbiatura, in classi
dimensionali molto diverse, che vanno da polveri finissime a granuli con
diametro di circa un millimetro. I corindoni ""rossi" sono quelli non raffinati
mentre quelli "bianchi" sono raffinati. Si tratta di granuli abrasivi che
generano sempre una decisa asportazione di materiale. Essi sono indicati
per una sabbiatura che impartisce alla superficie una rugosità di tipo marcato.
Naturalmente l'aspetto delle superfici, dopo questo tipo di sabbiatura ,
tende molto più al satinato che al brillante. Le leghe di alluminio diventano
di un bel grigio opaco. I granuli ceramici si impiegano per ottenere superfici
dotate di una rugosità morbida, senza asportazione di materiale. I granuli
sono sferici
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| Coperchio
è stato sottoposto a differenti tipi di sabbiatura per mostrarne
gli effetti estetici; sono stati impiegati granuli di ghisa
frantumata, di ceramica, di corindone ultrafine e acciaio. |
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e tendono progressivamente
a sfogliarsi "a buccia d'arancia". Questa caratteristica consente ai granuli
di rimanere sferici anche dopo l'urto e quindi garantisce superfici più
uniformi e durate maggiori dei granuli stessi. La loro durezza è elevata
e il peso specifico ridotto. Per quanto riguarda la granulometrie disponibili,
si va da polveri a sferule del diametro superiore al millimetro. La sabbiatura
con questi granuli impartisce alle superfici un aspetto molto brillante(più
di quello che si ottiene con i granuli di vetro). I granuli di ghisa frantumata
esercitano una considerevole azione abrasiva, anche se inferiore a quella
delle particelle di corindone. Impartiscono alle superfici una notevole
opacità. Le sabbie vere e proprie, infine, a causa della loro granulometria
non uniforme tendono a maltrattare le superfici. Esercitano una spiccata
azione abrasiva e rendono le superfici molto opache.
(Moto
tecnica)
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